Laudato Si

Lettura commentata dell'Enciclica di Papa Francesco

Introduzione alla Laudato Si

prof. Alessio Valente | domenica 24 aprile 2022 |

Chi ha letto la Laudato si’ di Papa Francesco sente ancora riecheggiare in sé un appello che sembra del tutto inascoltato: “Che tipo di mondo vogliamo lasciare ai nostri figli, ai nostri nipoti e alle future generazioni?”. Ci sarebbe altresì da aggiungere se siamo felici della vita che conduciamo nella “casa comune”, dove le condizioni sono in crescente deterioramento e la dignità umana è stravolta dall’egoismo e dalla tecnocrazia. Il quadro che Papa Francesco ci mostra nel 2015 evidenzia la precaria situazione della nostra “casa comune”, che fa gridare la Terra e i suoi abitanti più fragili: i poveri. Questa situazione è alquanto critica poiché laddove si sfruttano le risorse del nostro pianeta, esso diventa meno vivibile, calpestando così i diritti degli abitanti. Questi diventano all’improvviso degli “scarti”, lì abbandonati al loro destino e per i più fortunati destinati all’immigrazione. Ad impedire questa percezione è stata “l’intensificazione dei ritmi di vita e di lavoro” ed anche il demandare ad altri quello che ciascuno potrebbe fare. Sono stati i più giovani a sollecitare gli adulti, soprattutto i più potenti della Terra, che quel modo di traghettarci verso il futuro era pericoloso e annientante per il pianeta e per i suoi abitanti. Essi, in modo più efficace delle prestigiose ricerche di scienziati, ci hanno mostrato nel loro piccolo che bisognava cambiare il mondo! Hanno reclamato un ascolto in coincidenza di importanti conferenze e richiesto con coraggio una svolta. Per questo ed altre ragioni forse la “grande cecità” non è ancora guarita, ma intanto in molti luoghi si è acquistata consapevolezza a vari livelli dell’appello del “vangelo della creazione” di Papa Francesco. Si è cominciato a comprendere che non si può distinguere la crisi ambientale da quella sociale, in quanto “la natura non è qualcosa di separato da noi o una mera cornice dei luoghi in cui viviamo.” Ci si è resi conto che è necessario ed urgente sviluppare un’ecologia integrale perché tutti inter-relazionati ed interdipendenti. Nella nuova gestione della casa comune bisognerà sviluppare in modo più responsabile e rapido, una nuova economia e cultura politica, che privilegi la cura dell’ambiente, delle persone e delle comunità. 

La Laudato si’ ha innescato un processo virtuoso, ma ancora conosciuto da pochi. Quindi per poter condividere e valorizzare le buone prassi di famiglie e singoli, diocesi e parrocchie, comunità religiose e istituzioni educative, centri di assistenza sanitaria e operatori economici, organizzazioni e gruppi è stata realizzata una Piattaforma di Iniziative Laudato Si’, realizzata dal dipartimento "Ecologia e Creato" del Dicastero pontificio per i Servizi dello sviluppo umano integrale. Tale piattaforma rappresenta una nuova opportunità per impegnarsi tutti insieme, facendo la propria parte e unendo gli sforzi a quelli che verranno fatti in tutto il mondo. Per essere ancora più concreti, nell’ambito di questa piattaforma ci si è posti degli obiettivi per diventare sostenibili nello spirito dell’ecologia integrale. Tra questi: usare energia rinnovabile, prenderci cura della biodiversità, assicurare acqua per tutti, rispondere al grido dei poveri (migranti, comunità indigene), cambiare il nostro paradigma economico e stile di vita, anche nel quotidiano. Sarà utile maturare attraverso questo agire, una visione in cui si possa scoprire “un’origine comune, una mutua appartenenza e un futuro condiviso da tutti”. Probabilmente dovremmo riabituarci a vedere nel Creato, la firma del Creatore che ce lo ha donato, contemplandolo e ringraziandolo. Questo dono dovremmo non solo custodirlo, ma con la nostra intelligenza e con il nostro cuore potremo continuarlo a godere e a farlo godere alle nuove generazioni, rispettando le relazioni e stabilendo una nuova alleanza tra l’umanità e il mondo naturale.

Da diversi anni il 22 aprile si celebra la giornata della Terra, facciamo che diventi un’opportunità per promuovere investimenti sulla cura del Creato, che possano debellare ogni forma di conflittualità e proteggere ogni vita per un futuro migliore in cui regni “la giustizia, la pace, l’amore e la bellezza”.

Questo farà sì che “le nostre lotte e preoccupazioni non ci tolgano la gioia della speranza.”